Ratkov e Taylor: scopriamo i due acquisti della Lazio!

Ratkov e Taylor con la maglia della Lazio esultano insieme dopo un gol, abbracciandosi in campo davanti allo stadio pieno di tifosi biancocelesti

Tante partite viste: ecco il verdetto!

Buongiorno a tutti i lettori. 

Negli ultimi giorni ho visto tantissime partite di Ratkov perché, ve lo dico sinceramente, non lo conoscevo. E visto che in questo momento la fiducia nella società è quella che è, e che Sarri stesso ha ammesso di non conoscerlo bene, mi sembrava doveroso fare uno studio serio e condividere tutto con voi. L’ho fatto per noi, per capire che tipo di attaccante arriva, cosa porta, e come può essere utilizzato.

Perché ho voluto approfondire Ratkov

Quando un allenatore come Sarri lascia intendere che un profilo non è stato seguito da vicino, è normale che al tifoso salga l’ansia. Allora ho deciso di prendere questa preoccupazione e trasformarla in qualcosa di utile: guardare, analizzare, confrontare e tirare fuori un quadro chiaro. Il punto non è “santificare” un nuovo acquisto, ma capire quali caratteristiche ha davvero e quali aspettative sono realistiche.

Ratkov: non è un bomber, ma non è affatto scarso

Parto dalla cosa più importante: Ratkov non è un bomber “puro” nel senso classico del termine. Non è quello che vive di 25 gol garantiti. Ma attenzione: questo non significa che sia un attaccante mediocre. Anzi, in alcune dinamiche di gioco ho visto qualità molto interessanti e, soprattutto, caratteristiche che possono essere preziose nel sistema di Sarri.

Movimenti: ricorda Immobile (soprattutto da giovane)

La cosa che mi ha colpito di più sono i movimenti: attacca la profondità, scappa dietro la linea, si butta negli spazi, vive in area e cerca la porta. È una punta verticale, non un “falso nove”. Non viene costantemente incontro per fare il regista offensivo: preferisce andare. E questo, nel calcio di Sarri, è un dettaglio enorme.

Fisicità e presenza in area

Ratkov è alto, strutturato, fisico. È difficile da spostare e nei duelli corpo a corpo regge bene l’urto. Questa fisicità gli permette di fare un lavoro che Sarri pretende spesso dalla prima punta: proteggere palla, far salire la squadra, dare tempo agli esterni e alle mezzali di accompagnare.

La vera arma: il gioco aereo

Il suo punto forte, ad oggi, è chiaro: i colpi di testa. Ha un ottimo timing sul salto, attacca bene il primo palo, è efficace sui cross alti e nei duelli aerei è sopra la media. Per una punta giovane è già abbastanza affidabile nel gioco aereo e questa, per la Lazio, può diventare una risorsa concreta (specie quando la partita si sporca e serve un’uscita alternativa).

Il confronto che molti faranno: cosa c’entra (e cosa non c’entra) Vlahović

Mettiamo ordine: non sto paragonando Ratkov a Vlahović come livello o rendimento. Però è vero che in alcune cose ricorda quel tipo di attaccante: fisicità, struttura, presenza in area e impatto nel gioco aereo.

In cosa “assomiglia” (solo in parte)

  • Fisicità: corpo strutturato, difficile da spostare.
  • Gioco aereo: attacco del pallone e duelli aerei molto solidi.
  • Presenza in area: sa attaccare i cross e stare dentro la partita.
  • Duelli: regge bene il contatto e può fare sportellate utili.

In cosa NON somiglia

Qui bisogna essere onesti: Vlahović è più bomber, ha un tiro più violento e preciso, è più rapido nello stretto e ha più esperienza e cattiveria sotto porta. Ratkov invece è più grezzo, ancora in crescita, con margini ma anche con inevitabili fasi di adattamento.

Come può usarlo Sarri: la lettura “tattica” più logica

Secondo me Sarri lo vedrà soprattutto così: una punta che attacca la profondità, scappa dietro la difesa, costringe i centrali ad abbassarsi e apre spazio per gli inserimenti delle mezzali e per gli esterni. E questa è la cosa che a Ratkov viene più naturale.

Punta che allunga la difesa e libera gli esterni

Sarri ama avere una punta che: tiene palla, fa salire la squadra, e soprattutto apre corridoi. Ratkov, grazie al fisico, può fare questo lavoro: difende palla, regge il contatto e dà una soluzione verticale. Non sarà Immobile, ma è più fisico e può essere funzionale in modo diverso.

Pressing e disciplina: requisiti chiave nel 4-3-3

C’è un altro punto fondamentale: Sarri vuole una punta che pressa, corre, è disciplinata. E Ratkov, per quello che ho visto, non si risparmia: corre, pressa, segue le consegne. Questo lo rende teoricamente adatto al 4-3-3, dove l’attaccante è il primo difensore del sistema.

Perché non sarà usato come Raspadori

Raspadori viene incontro, gioca corto, tende a legare e non attacca la profondità con continuità. Ratkov invece è l’opposto: attacca lo spazio, va verticale, cerca la porta e si muove da punta “vera”. In parole semplici: è più vicino a un Immobile giovane nei movimenti che a un attaccante associativo.

Il paragone emotivo: “ricordate Ciro quando arrivò?”

Qui voglio essere chiaro: non sto dicendo che Ratkov diventerà Immobile. Sto dicendo che, come profilo e come dinamiche, mi ricorda quel Ciro agli inizi: meno rifinito, più “da costruire”, ma con istinti e movimenti da attaccante che vive per la porta. Nel sistema di Sarri, con lavoro e tempo, può crescere tanto.

Nota su Taylor: meno presentazioni, più utilizzo “alla Sarri”

Su Taylor serve meno “introduzione”: è un profilo più conosciuto rispetto a Ratkov. Però mi interessa ragionare su come Sarri potrebbe sfruttarlo, perché lì si capisce il senso del mercato.

Mezzala sinistra moderna: il ruolo “tipo Luis Alberto”, ma con caratteristiche diverse

Sarri potrebbe metterlo dove giocava Luis Alberto, ma attenzione: non c’entra nulla per stile. Taylor può fare una mezzala di corsa, pressing e inserimento, più “alla Zieliński” per intenderci: uno che dà ritmo, attacca l’area, va sul secondo palo e riempie gli spazi creati dalla punta.

Scuola Ajax: pulizia tecnica e gestione sotto pressione

Essendo cresciuto nell’Ajax, Taylor sa giocare corto e lungo, cambia gioco con precisione e tende a non perdere palla sotto pressione. Sarri adora questo tipo di mezzala: ordinata, pulita, utile nel palleggio, ma anche capace di verticalizzare quando serve.

Pressing organizzato e recupero palla alto

Sarri pretende mezzali che pressano bene, chiudono linee, si muovono in modo coordinato per recuperare palla alta. Taylor, per caratteristiche, sembra adatto: può essere una mezzala “di sistema”, non solo di talento.

Tiro da fuori: un’arma che alla Lazio è mancata

Taylor ha un tiro potente, preciso e pulito. Sarri potrebbe usarlo molto per: conclusioni dal limite, seconde palle, ribattute, e situazioni dove serve un centrocampista che si prenda responsabilità. In sintesi: intensità, inserimenti, piede educato, ritmo e conclusioni.

Conclusione: due profili “funzionali” al 4-3-3, con una promessa e una cautela

Se devo chiudere il discorso in modo netto: Ratkov può essere un attaccante utile e “sarriano” per profondità, pressing e gioco aereo, ma resta un profilo giovane, ancora da rifinire. Taylor invece sembra pensato per dare alla mezzala sinistra gamba, ritmo e inserimenti, con un tiro da fuori che può spostare partite bloccate.

La promessa è che, con Sarri, questi profili possono crescere tanto. La cautela è che serviranno tempo, contesto e pazienza: nessuno arriva già “pronto” a risolvere tutto da solo. Ma almeno adesso, dopo lo studio, una cosa posso dirla senza esitazioni: Ratkov non è un acquisto da paura, è un acquisto da lavoro e prospettiva. E Taylor può diventare un ingranaggio importante.

Virginia